Terremoto09: riflessioni su un blog scomodo

Informazione, Internet, Libertà individuale No Comments »

Terremoto09 è il blog che io e Monique abbiamo aperto poco dopo il terremoto che il 6 aprile di quest’anno ha colpito la provincia di L’Aquila. Obiettivi principali: fare informazione e aiutare. Internet e il web 2.0 sono due strumenti molto potenti, che potevano darci la visibilità necessaria a raggiungere questi obiettivi: per questo abbiamo deciso, dopo il terremoto, di aprire il blog.

Eravamo consce del fatto che avremmo incontrato parecchi ostacoli sul nostro cammino, visto che eravamo cani sciolti, e questi ostacoli sono stati in effetti molti: le lotte con l’ex capocampo di San Giovanni di Lucoli, l’ostruzionismo ottuso della Protezione Civile, che tuttora ci vieta l’ingresso al campo pena l’arresto, le minacce subite dalle forze dell’ordine, le intimidazioni e perquisizioni, le aggressioni fisiche e verbali e infine l’indifferenza.

Ciò che abbiamo subito è in buona parte “colpa” del blog: Terremoto09 fa paura, soprattutto a chi non è in buona fede. A L’Aquila ci è capitato di sentire delle persone parlare di noi, nelle file per la mensa e nei chioschi aperti lungo la statale. Molta gente laggiù sa chi siamo. La Protezione Civile, il Governo, le Questure e i Carabinieri leggono regolarmente il blog. Dubitiamo che lo facciano per diletto. Ci aspettavamo anche questo: è coerente con la linea presa dai politici italiani nei confronti di Internet, ovvero quella di mettergli le briglie, e ben strette. Così è stato fatto anche con noi: le forze dell’ordine ci hanno controllato i documenti e perquisito con regolarità, anche più volte alla settimana, per esempio. Il contesto in cui ci siamo mosse è sempre stato intimidatorio.

Noi tiriamo dritto, comunque: quello che di buono ci ha dato questo blog è qualcosa di prezioso e che va assolutamente salvaguardato. La consapevolezza che si sta facendo qualcosa per davvero, e che questo qualcosa placa la disperazione di chi ha perso tanto in questo terremoto, ripaga moltissimo. I rapporti umani che abbiamo stretto sono preziosi, e non andranno persi. Tante sono le persone dalla nostra parte, tanti sono quelli che ci sostengono, e anche per loro noi andiamo avanti, in barba a chi ci vorrebbe zittire.

Fastweb è fuori SLA

Internet, Vita Vissuta 1 Comment »

Come nelle peggiori previsioni, il guasto all’HAG di Fastweb non è ancora risolto. La faccenda ha ormai superato il limite dell’umana sopportazione, non fosse altro per il modo in cui Fastweb la sta gestendo, ovvero ai limiti della presa per il culo nei nostri confronti. Vado a stendere un riepilogo dei fatti, perché credo che presto farà comodo avere il tutto nero su bianco.
Il giorno 23 dicembre, mentre a casa non c’era nessuno, c’è stata una serie di salti di corrente (come riportato dai vicini e come risultava evidente dalle radiosveglie con l’ora azzerata). Una volta rientrati a casa abbiamo scoperto che l’HAG di Fastweb era spento e non si accendeva più, presumibilmente per qualche corto avvenuto con il blackout. Mia madre ha immediatamente contattato il call center di Fastweb segnalando il problema, e ci è stato segnalato che i tecnici addetti a questo tipo di verifiche ci avrebbero ricontattato entro 72 ore, a dispetto dell’imminente Natale. Questo non è successo, e dopo Santo Stefano abbiamo sollecitato diverse volte un intervento, in quanto l’assenza dell’HAG comporta non solo l’impossibilità di utilizzare Internet, ma anche il telefono di casa. A questi solleciti non è mai seguito un ricontatto da parte dei tecnici Fastweb. Il 30 dicembre a seguito dell’ennesima telefonata di mia madre, le è stato comunicato che doveva recarsi nel centro Fastweb più vicino a ritirare un HAG nuovo, che quella era la prassi corretta in caso di guasti, “ma come, nessuno l’ha avvertita?”. Mia mamma va al centro Fastweb indicato, per trovarlo chiuso. Scroccando la connessione ad Internet di mia zia scopre che ce n’è un secondo in città, e telefona per avere informazioni: l’impiegato le spiega che ormai quella prassi, quella del cliente che ritira il proprio HAG, non si utilizza più da diverso tempo.
Passati i bagordi del Capodanno, mamma stamattina richiama. Le vengono fornite due interessanti notizie: la prima è che non ci hanno ancora sostituito l’HAG perché anche la centralina in strada è fuori uso e prima devono sistemare quella, la seconda è che possiamo chiedere un rimborso per il disservizio, ma solo per i giorni feriali.
Ogni limite ha una pazienza diceva il buon Totò, e ormai il limite è andato. Io lavoro nel settore dell’assistenza informatica, ho un Cliente, e dobbiamo fornirgli i servizi previsti nei tempi previsti. Se il mio gruppo di lavoro si muovesse con i modi e le tempistiche adottate da Fastweb nei miei confronti, saremmo già stati licenziati da un pezzo. Oltre a ciò, un call center dovrebbe fornire al cliente dei ragguagli puntuali sullo stato delle problematiche aperte: trovo assolutamente inaccettabile che vengano date informazioni sbagliate e incomplete. Perché mi viene detto che devo andare io a ritirare l’HAG nuovo in negozio se non è vero? E perché non mi viene comunicato che il guasto è esteso anche alla centralina, se non dopo più di una settimana? E chissà se è vero a questo punto! Inoltre, il contratto Fastweb, in merito agli indennizzi, recita quanto segue:

26. Indennizzi
Servizi di telecomunicazioni
Nel caso di mancato rispetto degli standard relativi a tempi di attivazione e risoluzione guasti, il Cliente può richiedere a FASTWEB un indennizzo pari a 5 euro in caso di abbonamento residenziale, di 10 euro in caso di abbonamento stipulato da professionisti, 15 euro in caso di abbonamento stipulato da aziende, per ogni giorno di ritardo, con un indennizzo massimo di 10 giorni per tutte le tipologie di contratto. Nei casi in cui il ritardo supera i 10 giorni, l’indennizzo sarà pagato in una misura che contemperi le richieste dell’abbonato con i limiti della risarcibilità del danno subito per colpa di FASTWEB, così come disciplinato nelle Condizioni Generali di Contratto.

Vedete qualche menzione di giorni feriali a discapito dei festivi? Ovviamente no, perché Fastweb il servizio lo fornisce tutti i giorni, ed è quindi tenuta a rimborsare il disservizio per TUTTI i giorni in cui non lo eroga, specie se questa mancata erogazione è dovuta alla sua negligenza. Sospetto che questa informazione errata sia un tentativo poco elegante di risparmiare un po’ di soldi, visto che il mio guasto è caduto a cavallo di diversi giorni di festività. Comunque sia, provvederemo a fare richiesta di rimborso non appena possibile ed eventualmente chiederemo l’appoggio del Corecom e/o di altre organizzazioni competenti.

KO natalizio

Internet, Vita Vissuta No Comments »

Questo 2008 è rognoso fino all’ultimo. Ieri pomeriggio c’è stato un blackout mentre in casa non c’era nessuno, e molto probabilmente questo ha fatto fulminare l’HAG di Fastweb, che ora non si accende più. Morale: ci troviamo sotto Natale senza telefono e connessione ad Internet. Io ho avuto un colpo di fortuna, ovvero ho una scheda TIM che uso poco e in più anche un modem USB ONDA della TIM che un’amica mi aveva lasciato perchè non riusciva a farlo funzionare sull’EEE pc. Ho attivato una promozione apposita per la navigazione web ed eccomi qui, in HDSPA. Tamponerò così fino a sostituzione dell’HAG, che temo non avverrà a brevissimo termine visto che siamo proprio sotto Natale. Mi trattengo dal commentare ulteriormente quest’ulteriore botta di sfortuna.

Come si può cadere in basso

Internet No Comments »

Pare che diversi blogger culinari italiani siano state vittime di furti concernenti i loro contenuti. Non è cosa nuova sfortunamente, ma credo valga la pena di parlarne. Inoltre, cosa ancora più grave, una delle blogger è stata vittima di furti da parte di giornali e agenzie pubblicitarie: si tratta di Un tocco di zenzero. Faccio notare come nel suo post sia esplicitato che le agenzie di stampa/testate straniere che vorrebbero usare le sue fotografie (peraltro molto ben fatte) solitamente la contattino e chiedano un permesso formale per farlo, com’è giusto che sia. Facciamo la solita bella figura, insomma.

E’ stato anche scoperto un blog, che si trovava (ormai) in hosting su WordPress, dove venivano brutalmente copiate e incollate numerose ricette da altri popolari blog, come Fiordisale, Cuoche dell’altro mondo (che pubblica anche un resoconto accurato di quello che i foodblogger sono riusciti a scovare in rete) e Il pranzo di Babette.

Come giustamente fanno notare gli stessi foodblogger, è possibile che in alcuni casi le persone che hanno commesso il furto siano in buona fede, in quanto, si sa, l’ignoranza in merito alla corretta gestione dei dati propri e altrui su Internet è imperante (vedi Facebook, l’esempio più lampante al momento). Tuttavia, a giudicare da quello che ho letto e ho visto, credo che molti dei colpevoli siano in malafede. Il furto di identità, materiali e immagini è un’attività fin troppo facile in Internet, e moltissimi sono indotti in tentazione dal fatto che bastano due clic con il mouse per appropriarsi di un contenuto altrui (o nei casi peggiori, farne un uso fraudolento.)

In quest’ultima vicenda relativa ai foodblogger si è comunque visto come il tamtam e la cooperazione fra gli internauti abbiano contribuito in modo decisivo a sbugiardare i ladri… e questo è senz’altro uno degli aspetti più positivi messi in luce da questa brutta storia. Dal punto di vista legale probabilmente la cosa è più complicata, ma le mie reminescenze di diritto dell’informazione sono un po’ scarse e non vorrei parlare a sproposito. Di fatto, comunque, credo si dovrebbe fare di più per tutelare il copyright dei contenuti virtuali… la legislazione in materia Internet temo sia ancora troppo carente in ogni senso, specie in Italia, dove i nostri politici sono assai poco ferrati sull’argomento.