La storia è di quelle che fanno accaponare la pelle in ogni suo centimetro. La fonte da cui ho appreso la notizia è il Corriere della Sera (questo invece è l’articolo tratto dal sito di Globo – in portoghese).
La vicenda, avvenuta appunto in Brasile, è a dir poco tragica: una bimba di 9 anni è rimasta incinta a seguito di violenze sessuali subite dal suo patrigno. Una bambina di 9 anni, ricordiamocelo bene. In Brasile la legge sull’aborto è più restrittiva rispetto a quella italiana, ma prevede comunque che a seguito di uno stupro (o se si temono gravi danni alla salute psicofisica della futura madre) si possa abortire. Dovremmo essere tutti d’accordo nel convenire che questo caso rientra in entrambi i criteri: lo stupro si è verificato, e anche il potenziale danno alla salute è presente, in quanto una bambina di 9 anni, oltre a non essere assolutamente pronta da un punto di vista mentale ad essere madre, non lo è nemmeno fisicamente. L’utero e le pelvi di una bambina di 9 anni cederebbero di schianto di fronte ad un feto che cresce, figuriamoci di due. Eh già, la piccola era incinta di due gemelli. Una bimba di 35 kg, di un metro e 36 di altezza, una scriccioletta che probabilmente sarebbe morta se avesse tentato di portare a termine la gravidanza, così come avrebbero rischiato di morire i suoi figli. Oltre a ciò, se fosse sopravvissuta avrebbe seriamente rischiato di non poter avere più figli in futuro.
La misericordiosa Chiesa cattolica, per bocca del vescovo di Olinda e Recife, ha tuonato (la Chiesa tuona sempre) contro questo aborto, scomunicando la madre della bimba ed il personale medico che ha eseguito l’operazione. Diversamente da quanto succede in Italia, il ministro della Salute ha replicato in modo piuttosto aggressivo, senza mettersi a 90 come si usa fare dalle nostre parti quando “la Chiesa tuona”: “La questione è legale, la bambina è stata violentata. Il resto è opinione della Chiesa. Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che, nell’affermare a torto di voler difendere una vita, mette un’altra vita in pericolo“. A quanto pare anche i media si sono allineati su posizioni analoghe, e comunque non pare abbiano scavato nel torbido della vicenda con compiacimento, come ama fare il mondo dell’informazione in Italia. Ricordo anche che il Brasile è uno stato profondamente cattolico, probabilmente in modo quanto e forse più sentito dell’Italia.
Il vescovo sopracitato, monsignor Sobrinho, spalleggiato da diversi esponenti del clero cattolico, si è lasciato andare ad affermazioni alquanto deliranti, specie alla luce del fatto che non una parola di condanna è stata spesa ai danni del patrigno-pedofilo:
“Il patrigno commette un delitto gravissimo, ma questo crimine, secondo il Diritto Canonico, non causa la scomunica automatica. L’aborto è ancora più grave”.
La vita di una bambina di 9 anni violentata dal suo patrigno è meno importante di una o due morule appena impiantate nel suo utero. Prendetene nota e ricordatevelo la prossima volta che andate in Chiesa. D’altronde, come fa notare Mario Braconi su Metilparaben, “Capiamoli, quando i preti cattolici affrontano il tema pedofilia hanno un conflitto di interessi che neanche Berlusconi. Negli USA, il loro vizietto è costato tanti di quei dollari in risarcimenti che conviene minimizzare.” C’è un’indulgenza verso la pedofilia da quelle parti che fa francamente venire la nausea. Adesso è nero su bianco, se mai vi fosse bisogno di ulteriori conferme.
Dice ancora Sobrinho, “La legge di Dio è superiore a qualunque legge umana – ha proclamato – Quindi se la legge umana, cioè una legge promulgata dagli uomini, è contraria alla legge di Dio, questa legge umana non ha alcun valore”. A parte il valore eversivo della frase, c’è molto di opinabile riguardo a questo parere, visto che la legge di Dio l’ha messa per iscritto (e l’ha ben purgata) la mano umana. Senza contare l’ormai mitologica separazione fra stato e chiesa. Comunque, nel caso lo ritenesse necessario, il vescovo potrebbe chiedere un consulto a quegli islamici che hanno imposto la Shari’a nel loro paese. E poi il Papa ha il coraggio di dire che il cristianesimo è più evoluto dell’Islam.
Come dissi in altra sede, la Chiesa cattolica si occupa di tutelare la vita solo quando deve ancora venire al mondo, e quando sta per finire. Per il resto, non vedo il minimo interesse.
Comunque per chiudere l’articolo in allegria, dalle mie magre conoscenze di portoghese deduco che il vescovato di Olinda e Recife porterà avanti una denuncia per omicidio nei confronti della madre della bambina. Questo articolo inoltre dice che il padre biologico della bambina si era opposto all’aborto. Che padre di merda, lasciatemelo dire.
La legge di Dio in tribunale non conta, forse questo non l’hanno capito. In fondo anche Beppino Englaro ha subito questa stessa sorte, quando si dice che tutto il mondo è paese…
Altri pareri sulla vicenda da Malvino, Mazzetta e Giovanni.
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