Sarah Scazzi: la famiglia dov’era?

Donne Add comments

Credo che la triste storia di Sarah Scazzi, trovata morta la notte scorsa, si possa racchiudere in queste poche righe tratte dall’articolo del Corriere della Sera:

Alcuni episodi rivelano che all’interno della famiglia in molti erano a conoscenza delle morbose attenzioni dello zio nei confronti di Sarah, ma finora non avevano parlato. Infatti la madre della vittima accusa anche sua sorella, moglie dello zio assassino, e sua figlia: «Mia sorella Cosima e mia nipote Valentina lo sapevano». Ma forse anche la cugina Sabrina, che Sarah considerava una sorella maggiore, sapeva qualcosa se, come sembra, avevano litigato il giorno prima della scomparsa di Sarah non per gelosia per un ragazzo, ma per le attenzioni che lo zio aveva nei confronti della nipote, la quale aveva chiesto aiuto o un chiarimento proprio alla cugina.

Non voglio mettere in secondo piano il ruolo dello zio, assassino vile e disgustoso, ma queste parole dovrebbero far riflettere. A stare zitti e a fare finta di nulla sono tutti molto bravi, ma questo poi è il logico risultato della loro vigliaccheria.

2 Responses to “Sarah Scazzi: la famiglia dov’era?”

  1. Angela Says:

    Se sai e non parli sei altrettanto colpevole. Dovevano parlare fin dall’inizio, quando lo zio mostro ha cominciato le molestie. Forse oggi Sarah sarebbe ancora viva.

  2. Giovanni Says:

    La famiglia in un certo senso è una sorta di sistema chiuso e autoreferenziale; le dinamiche assomigliano alle dinamiche di gruppo che si possono osservare in certe società (tribali, ma anche “contemporanee”) particolarmente arretrate: il collettivo è tutto, l’individuo è niente, non conta nulla di fronte alle esigenze della comunità. Trionfa l’omertà e il conformismo, e spesso le vittime di eventuali abusi o ingiustizie passano automaticamente dalla parte del torto.
    In contesti simili la denuncia viene considerata come minimo una vergogna, un’infamia, ecco perché è così rara.

Leave a Reply