A noi italiani piace pensare di essere un popolo civile. Spesso guardiamo gli immigrati evidentemente stranieri con sufficienza, o peggio disgusto, pensando che loro non sono come noi, vivono in 14 in un monolocale, gridano e sono maleducati. A volte queste riflessioni le facciamo ad alta voce, con la persona dietro di noi in coda alla posta, con il signore seduto accanto a noi in autobus, in cerca di una finta solidarietà data dal “noi siamo meglio”.
Se ripetessi questa riflessione davanti all’italianissima signora che grida al cellulare, pensando che la portata delle sue corde vocali debba in qualche modo compensare il segnale radiomobile, lei probabilmente non capirebbe che ad essere incivile è lei.
Forse non lo capirebbero nemmeno gli arroganti controllori di Trenitalia che hanno trattato come un criminale un ragazzo disabile che non era riuscito, proprio a causa della sua grave disabilità, a fare per tempo il biglietto del treno. Il tutto con la solidarietà di due agenti della Polfer e l’indifferenza generale degli altri passeggeri.
E’ solo un altro vizietto comune dalle nostre parti: basta un minimo di potere perchè la gente perda la testa, ad alcuni basta persino essere rappresentante di classe della terza elementare del proprio bambino. Tanti godono nel poter esercitare anche la più piccola autorità sugli altri, non consci del fatto che solitamente questo implica l’avere diversi problemi a livello di autostima, che abbisognano di una compensazione a scapito di chi ci capita davanti.
Complimenti, cari controllori, e complimenti al branco di civili pecorelle che non li hanno disturbati.

January 1st, 2010 at 2:19 pm
che dici Marta facciamo subito una bella strage??? io ci sto quando vuoi
January 1st, 2010 at 2:33 pm
Parti agguerrito in questo 2010