CSI: del perchè Horatio Caine è Horatio Caine

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Il tenente Horatio Caine, protagonista di CSI: Miami, è uno dei quei personaggi che o si amano o si odiano, un po’ come Walker Texas Ranger e Iena Plissken. In molti si chiederanno cos’hanno pensato gli autori del telefilm quando l’hanno partorito. I suoi celebri oneliners, le occhiate di traverso, le sparatorie rocambolesche, le minacce neanche troppo velate che semina in giro e la sua tracotante sicumera lo hanno reso un personaggio cult della serie, nel bene e nel male, ma Horatio molto spesso sembra troppo esagerato per essere vero. E’ il poliziotto buono che non si ferma davanti a nulla, buono con le vittime e cattivissimo con i malviventi… richiede un po’ di sospensione dell’incredulità per essere apprezzato, così come tutta la rocambolesca e colorita serie di CSI: Miami, ma credo ci sia un motivo ben preciso dietro alla creazione di un tale personaggio.

Pensate a chi è l’omologo di Horatio Caine nella prima serie di CSI… Gil Grissom.

Grissom è un nerd, un uomo di scienza, colto, cerebrale, tendenzialmente introverso, intelligente e riflessivo, riluttante ad usare le armi. Il nuovo caposquadra di CSI: Miami non poteva certo essere uguale a lui, sarebbe stata una pessima scelta: c’era bisogno di qualcuno di molto diverso dal cervellotico Grissom, per non creare due protagonisti uguali.

La risposta a questo problema è Horatio Caine, ovvero l’esatto contrario di Grissom: uomo d’azione, ex artificiere ed ex detective, rosso malpelo, sempre di tre quarti e con la pistola in mano, pronto a correre e saltare nonostante non sia più un pischello. Per non parlare dei suoi occhiali da sole, che tiene perennemente in mano, e del fatto che rimorchia sempre delle donne bellissime (va beh, anche Grissom in effetti casca bene, quando non è impegnato a sezionare scarafaggi…).

Ora devo riflettere su come si colloca Mac Taylor in questo disegno generale…

Lega Nord: basta

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Ma il florilegio di Zaia non è finito, perché, nella sua “ristrutturazione” della Rai, il ministro prevede che la tv pubblica “promuova i valori della famiglia e non veicoli la cultura gay o le unioni gay. La Rai non deve dare priorità al mondo omosessuale e alle sue istanze, bensì seguire le indicazioni del governo e promuovere la famiglia e i valori familiari attraverso i suoi programmi”. Insorgono le associazioni gay. Franco Grillini, direttore di Gaynews: “Zaia vorrebbe una tv da Minculpop”. E Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay: “Il ministro ignora che in Italia vivono e pagano il canone milioni di persone omosessuali. Praticamente è fermo all’età del latifondo”.
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Credo si commenti da sè. Se poi vogliamo anche rinchiudere gli omosessuali perchè non turbino i nostri bambini, a cui troviamo troppo difficoltoso spiegare perchè due uomini o due donne si tengono per mano per strada, questa è la strada giusta. Complimenti.

Amore o ossessione?

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Sul Gazzettino di stamattina ho letto questa notizia: un ragazzo ha cercato di riconquistare la ragazza che lo aveva lasciato tappezzando una fermata dell’autobus di post-it, pieni di messaggi d’amore.

Quando vedo gesti del genere mi chiedo sempre se chi li compie sia davvero innamorato, la platealità mi ha sempre disturbato: quella dei post probabilmente è un’azione innocua di per sè, ma mi ricorda altri episodi di questo tipo più seri. Mi chiedo perchè un gesto del genere dovrebbe essere convincente, inoltre: se un uomo volesse tornare con me dovrebbe dimostrarmi di aver corretto ciò che di lui mi aveva spinto a chiudere la storia, e francamente io parto dal presupposto che se le cose non hanno funzionato una volta è difficile che funzionino di nuovo. In ogni caso un’azione plateale come questa, o una dichiarazione in diretta su Stranamore, di certo non mi danno ciò di cui ho bisogno… e dicono molto riguardo alla persona che le compie.