Il tenente Horatio Caine, protagonista di CSI: Miami, è uno dei quei personaggi che o si amano o si odiano, un po’ come Walker Texas Ranger e Iena Plissken. In molti si chiederanno cos’hanno pensato gli autori del telefilm quando l’hanno partorito. I suoi celebri oneliners, le occhiate di traverso, le sparatorie rocambolesche, le minacce neanche troppo velate che semina in giro e la sua tracotante sicumera lo hanno reso un personaggio cult della serie, nel bene e nel male, ma Horatio molto spesso sembra troppo esagerato per essere vero. E’ il poliziotto buono che non si ferma davanti a nulla, buono con le vittime e cattivissimo con i malviventi… richiede un po’ di sospensione dell’incredulità per essere apprezzato, così come tutta la rocambolesca e colorita serie di CSI: Miami, ma credo ci sia un motivo ben preciso dietro alla creazione di un tale personaggio.
Pensate a chi è l’omologo di Horatio Caine nella prima serie di CSI… Gil Grissom.
Grissom è un nerd, un uomo di scienza, colto, cerebrale, tendenzialmente introverso, intelligente e riflessivo, riluttante ad usare le armi. Il nuovo caposquadra di CSI: Miami non poteva certo essere uguale a lui, sarebbe stata una pessima scelta: c’era bisogno di qualcuno di molto diverso dal cervellotico Grissom, per non creare due protagonisti uguali.
La risposta a questo problema è Horatio Caine, ovvero l’esatto contrario di Grissom: uomo d’azione, ex artificiere ed ex detective, rosso malpelo, sempre di tre quarti e con la pistola in mano, pronto a correre e saltare nonostante non sia più un pischello. Per non parlare dei suoi occhiali da sole, che tiene perennemente in mano, e del fatto che rimorchia sempre delle donne bellissime (va beh, anche Grissom in effetti casca bene, quando non è impegnato a sezionare scarafaggi…).
Ora devo riflettere su come si colloca Mac Taylor in questo disegno generale…

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