Venezia come Atlantide

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Oggi, come immagino saprete, a Venezia c’è stata un’acqua alta eccezionale, il quarto livello più alto mai raggiunto da quando viene misurato il fenomeno, 156 cm. Ovviamente io oggi dovevo andare a Venezia…

Sapevo già dell’acqua alta, perchè sono abbonata al servizio di aggiornamenti via sms. Previsione di 110 cm, alta, si, ma non tragica, un codice arancio. Faccio un appunto mentale di andare via con gli stivali di gomma e fine. La notte inizia a tirare uno scirocco fortissimo, addirittura con temporale e pioggia battente… e già qui mi preoccupo, lo scirocco e le depressioni fanno salire il livello dell’acqua. Un nuovo sms mi informa che la previsione è rivista a 120 cm.

Mi sveglio stamattina, il vento tirava da matti, ma per fortuna non pioveva più. Un nuovo sms di buongiorno dal centro maree mi informa che a causa dello scirocco persistente la previsione è di un massimo di 130. No buono.

All’arrivo a Venezia noto che già alle 8.15 l’acqua lambisce la strada, che in certi punti è già allagata. Mi dirigo in stazione dove mi aspettano i miei colleghi, e mentre cammino iniziano a suonare le sirene. Prima si usava la vecchia sirena antiaerea, ora c’è un sistema di note crescenti: in base a quante sono le note capisci quanto è alta l’acqua. Inizio a contare:

1
2
3
4!!!

La sirena va avanti un paio di minuti a ripetere l’allarme, e intanto mi squilla il cellulare: nuovo sms dal Centro Maree.

Causa perdurare venti meridionali il valore più probabile risulta 140 cm alle ore 11.15. Alta marea eccezionale, codice rosso.

Dopo poco arrivano i colleghi, che rimangono un attimo atterriti di fronte allo spettacolo del piazzale che inizia lentamente ad allagarsi. Io e i colleghi a quel punto ci siamo separati, io in missione, perchè ero l’unica con gli stivali, quindi mi sono offerta di andarci io; gli altri sono andati nella sede dove c’era il grosso del lavoro da fare. Mi avvio, e una volta sul ponte di Calatrava vedo che tutta la fondamenta che dovevo attraversare è affondata sotto almeno 30 cm di acqua e anche bella agitata.

Decido di passare per la parte opposta e arrivo sana e salva. Mentre lavoro do un occhiata fuori e vedo questo:

Finito l’intervento devo spostarmi dove ci sono gli altri. Tolgo i calzini e li ficco in borsa con le scarpe (portavo gli stivali ovviamente), mi vesto e vado. Un minuto dopo nuovo sms: previsione di marea a 160! Gli annunci agli altoparlanti avvisano di stare a casa, che le passerelle in molti punti della città sono inservibili perchè galleggiano, una cosa angosciosissima. Mi avvio e fino alla stazione nessun problema. Appena arrivata davanti agli imbarcaderi della fermata della Ferrovia, iniziano i guai: li il piazzale si chiude e la strada che dà sul canale e la calle che dovevo percorrere erano completamente allagate.

Voilà…

Le poche passerelle erano occupate da persone ferme e quindi mi sono avventurata: 200 mt da panico, con l’acqua che dalle caviglie è salita fino alle ginocchia… entrando nei miei stivali ovviamente :? Ho dovuto anche schivare due passerelle che, ormai troppo basse rispetto al livello dell’acqua, galleggiavano in mezzo alla calle.

Queste foto non sono chiarissime, sono i miei piedi a mollo:

Qui si nota come ho i jeans bagnati…

Questo foto l’ha fatta un collega: io ero immersa lì!

Sono arrivata a destinazione fradicia dalle ginocchia in giù: in bagno ho tolto gli stivali, li ho svuotati da almeno mezzo litro d’acqua, ho tolto la sabbia dai piedi e li ho asciugati. Ho infilato scarpe e calze e ho aspettato che i jeans si asciugassero (ora sono nel cesto della biancheria).

Il massimo alla fine è stato 156 cm, perchè lo scirocco ha girato, sennò… Siamo rimasti bloccati fino alle 15 nel palazzo, però, perchè l’acqua è defluita lentamente. I locali dove mangiare erano chiusi, al nostro bar di fiducia erano ancora impegnati a spazzare fuori l’acqua, a pulire tutto e a controllare i danni, specie alle dispense. Un giorno di lavoro buttato :( oltre al materiale da buttare.

Oltre a ciò, oggi c’era anche sciopero dei mezzi pubblici, che secondo me potevano gestire diversamente vista l’emergenza. Certi imbarcaderi erano inutilizzabili perchè erano troppo alzati dalla loro posizione normale, quindi in pericolo di sganciarsi dalla sede… però avrebbero potuto organizzare un qualche tipo di supporto per le persone in difficoltà a spostarsi. E chissà quanti danni in giro :(

Se guardate sul Corriere.it ci sono moltissime foto fatte dai veneziani. Alcuni sono impressionanti.

E comunque ora lo posso dire: ho sfidato le fetide acque e ho vinto :D

P.S. Piazza San Marco

3 Responses to “Venezia come Atlantide”

  1. Giovanni Says:

    Un bel macello, sì. E meno male che il vento ha cambiato direzione.

  2. Marta Says:

    Si, davvero. Quando è arrivata la notizia è stata una liberazione, temevo di dovermi accampare lì o di dover trasportare tutti i miei colleghi in spalla fino all’asciutto :P

  3. capracotta Says:

    Povera!! Un abbraccio :)

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