Pare che diversi blogger culinari italiani siano state vittime di furti concernenti i loro contenuti. Non è cosa nuova sfortunamente, ma credo valga la pena di parlarne. Inoltre, cosa ancora più grave, una delle blogger è stata vittima di furti da parte di giornali e agenzie pubblicitarie: si tratta di Un tocco di zenzero. Faccio notare come nel suo post sia esplicitato che le agenzie di stampa/testate straniere che vorrebbero usare le sue fotografie (peraltro molto ben fatte) solitamente la contattino e chiedano un permesso formale per farlo, com’è giusto che sia. Facciamo la solita bella figura, insomma.
E’ stato anche scoperto un blog, che si trovava (ormai) in hosting su Wordpress, dove venivano brutalmente copiate e incollate numerose ricette da altri popolari blog, come Fiordisale, Cuoche dell’altro mondo (che pubblica anche un resoconto accurato di quello che i foodblogger sono riusciti a scovare in rete) e Il pranzo di Babette.
Come giustamente fanno notare gli stessi foodblogger, è possibile che in alcuni casi le persone che hanno commesso il furto siano in buona fede, in quanto, si sa, l’ignoranza in merito alla corretta gestione dei dati propri e altrui su Internet è imperante (vedi Facebook, l’esempio più lampante al momento). Tuttavia, a giudicare da quello che ho letto e ho visto, credo che molti dei colpevoli siano in malafede. Il furto di identità, materiali e immagini è un’attività fin troppo facile in Internet, e moltissimi sono indotti in tentazione dal fatto che bastano due clic con il mouse per appropriarsi di un contenuto altrui (o nei casi peggiori, farne un uso fraudolento.)
In quest’ultima vicenda relativa ai foodblogger si è comunque visto come il tamtam e la cooperazione fra gli internauti abbiano contribuito in modo decisivo a sbugiardare i ladri… e questo è senz’altro uno degli aspetti più positivi messi in luce da questa brutta storia. Dal punto di vista legale probabilmente la cosa è più complicata, ma le mie reminescenze di diritto dell’informazione sono un po’ scarse e non vorrei parlare a sproposito. Di fatto, comunque, credo si dovrebbe fare di più per tutelare il copyright dei contenuti virtuali… la legislazione in materia Internet temo sia ancora troppo carente in ogni senso, specie in Italia, dove i nostri politici sono assai poco ferrati sull’argomento.


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