A me Halloween non piace, e non per la diatriba, vecchia come il mondo, sul fatto che in Italia non dovremmo festeggiare una ricorrenza che non ci appartiene. Ho delle motivazioni più personali per questa mia opinione, e per conoscerle dobbiamo tornare indietro di qualche anno…
Halloween si avvicinava, e degli amici proposero di andare ad una festa privata organizzata in una villettina in campagna: il tutto era organizzato e gestito da amici di amici, che chiedevano come contributo 15 euro ai partecipanti, 18 euro se ci si fermava anche a cena, cosa che sfortunatamente scegliemmo di fare.
Arrivati sul posto, tutti truccati in modo bizzarro, scoprimmo che la festa si teneva sostanzialmente in due stanze di una villetta, decorate in modo abbastanza triste, e che nella piccola cucina della villetta c’erano tre persone che cucinavano per circa settanta. Nell’attesa che arrivasse qualcosa di commestibile abbiamo cercato di ambientarci un po’, ma degli altri presenti pareva che nessuno volesse schiodarsi dal proprio gruppetto di amici (cosa a cui sono ormai abituata qui in Veneto), a parte pochi volenterosi.
Dopo circa un’ora dal nostro arrivo si alzò un urlo belluino dalla cucina: “Si mangia!”. Non vi dico la ressa che si generò un nanosecondo dopo: comparvero dei vassoi con fette di pizza al taglio, mozzarelle in carrozza e altra roba simile, e tutto fu fagocitato dai presenti nel giro di pochi minuti. Io ed i miei amici recuperammo ben poca roba. Sul momento eravamo scocciati per la scarsa quantità, salvo ricrederci poco dopo: la qualità era molto peggiore. Era evidentemente cibo di scarsa qualità, riscaldato al momento, buono solo per il pattume. Irritante come cosa, visto che comunque avevamo pagato per mangiare, e a quanto pare per mangiare poco e male. (*) E dovete sapere che mangiare male è una delle cose che più mi indispone al mondo.
Dopo aver trangugiato quel poco che c’era, spinta più che altro dalla fame, sentii quasi subito che qualcosa non andava, e di lì a poco mi venne un discreto mal di stomaco che, accompagnato alla noia, all’irritazione e all’assenza di qualsiasi stimolo da questa cosiddetta festa, mi rendeva molto più appetibile l’idea di andare a nuotare nei fossi vicini piuttosto che stare in quella villetta malefica (e non per via di Halloween, tanto quanto per le presenze che la infestavano.)
Solo verso mezzanotte, quindi almeno 3-4 ore dopo il nostro arrivo, successe qualcosa degno di nota: improvvisamente accesero l’impianto stereo (tra l’altro facendolo “fischiare” in modo insopportabile) e partì la musica, un orrendo mix di roba house e techno indecente (**). Mentre io e i miei amici eravamo quasi tutti fuori a chiacchierare con gli unici esemplari umani che ci avevano degnato della loro attenzione, dalla porta della villetta uscì una tizia con una bottiglia di qualche superalcoolico non meglio identificato in mano (***) che si mise ad urlare, “Fiooooooooi, si ballaaaaa!”. Lo ripetè per almeno cinque volte, radunando persino le persone che non davano segno di voler entrare perchè impegnate a fare altro, come socializzare senza 140 dB di musica di merda sparata nelle orecchie, fumare, flirtare, limonare, e via dicendo.
Poco dopo l’inizio delle “danze”, comunque poco convinto, la mia compagnia decise di tagliare la corda: eravamo tutti abbastanza delusi di come era andata, e io avevo ancora mal di stomaco, il che mi impediva anche di bere per dimenticare. Una volta arrivata a casa ho avuto giusto il tempo di struccarmi, lavarmi e mettermi il pigiama e poi il mio stomaco, che probabilmente aveva riconosciuto l’ambiente famigliare e si era rimesso a suo agio, decise di ripropormi tutto ciò che avevo mangiato nelle ultime ore. Mia madre la mattina dopo mi disse che le pareva di avermi sentito vomitare durante la notte, e con la sua consueta ironia mi chiese, “Ma sei ubriaca o incinta?”.
Nessuna delle due mamma, ero solo finita ad una festa dove il cibo era fritto nel plutonio e condito con agenti patogeni.
Da allora, al solo sentire le parole “festa di Halloween”, mi sento poco bene. Credo di aver sviluppato un’intolleranza o roba simile.
E per la cronaca, il prossimo Halloween sarò al cinema, sperando di non vomitare anche i popcorn. (****)
Note
(*) Più tardi scoprimmo che agli amici dei cuochi e organizzatori della festa erano stati riservati i primi e migliori pezzi, il che fa calare ulteriori ombre sulle capacità organizzative e sociali dei suddetti. Se le tue possibilità sono queste, fai una festa fra amici e non improvvisarti organizzatore di eventi, grazie.
(**) Prima che arrivi qualche estimatore della musica house e techno a darmi addosso, ci tengo a sottolineare che conosco l’esistenza di buona musica house e techno, ma lì evidentemente no. In ogni caso non sono dei generi musicali che amo e mai lo saranno.
(***) Vista la qualità del cibo sospetto fosse qualche robaccia distillata negli scantinati sotto Varsavia prima della caduta del Muro.
(****) In realtà al cinema preferisco mangiare i nachos con la salsa piccante, se ci sono. Li digerisco anche in quantità industriali.
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